28.2.09

Teatro fra alchimia rito e terapia


Riprendo un discorso accennato nel precedente articolo "Nuova Alchimia,Scienza Teatro Rito e Magia", sul Teatro e le sue possibilita' aldila' della mediocre concezione da parte della massa della finalita' del teatro che per molti è mera mercificazione di spettacolo


E' un sistema teatrale ideato e sviluppato da August Boal,che usa il linguaggio teatrale, come mezzo di conoscenza e trasformazione della realta' interiore, relazionale, spirituale e sociale.
Rende attivo il pubblico e serve ai gruppi di "spett-attori" per esplorare, mettere in scena, analizzare e trasformare la realta' che essi stessi vivono allo stesso livello degli attori.
Attraverso il gioco del teatro si "muore" per avviare processi collettivi di coscientizzazione, cioe' di cambiamento personale e sociale.

Unico vero senso della nostra vita.. conoscere le secrete cose in cui siamo immersi.. il resto rimane poco più di una scimmia.
E' una stimolazione dell'intelletto sensibile
Rende vispa e attenta l'auto osservazione, la capacità di osservarsi in "terza persona", essere attore e spett-attore simultaneamente.

Fulcro del lavoro e' l'analisi + trasformazione delle situazioni oppressive, di disagio, conflittuali, e della vita quotidiana in generale , dal fare la spesa al più complicato rituale che si possa compiere.

Usa come strumenti una serie di esercizi e giochi che mirano a sciogliere le "meccanizzazioni" del nostro corpo/mente/emozione che sono cristallizzate nella cosiddetta "maschera sociale" o Io-censore.

Si pone come terapia, ma come strumento di "liberazione" collettiva che poggia sulla presa di coscienza autonoma delle persone, sullo "specchio multiplo dello sguardo degli altri".

Atteggiamento Panico..
L'appellativo Panico è sempre stato presente nei lavori di Jodorowsky o di Arrabal che hanno fondato il movimento Panico nel teatro.
Panico per dire che l'ordine del nostro universo, in apparenza così prevedibile, può venire sgretolato.
E propongo una vita che destrutturi l’apparente prevedibilità degli eventi.
L'abitudine, rassicurante condizione che ci permette di nascondere l'ineluttabile divenire del mondo, allora rimane spiazzata e intravediamo altre possibilità di esistenza.

La grande scommessa riguarda il cambiamento,la gente desidera smettere di soffrire,ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sua adorate sofferenze perché intrappolata nella propria corazza caratteriale fino a divenire “negativo” nei confronti di se stesso.
La terapia panica vuole essere un modo, dirompente, per azzerare l'abitudine e aprire nuove porte verso una comprensione diversa dell'esistere. Perché essa funzioni, occorre crederci, e questo dogma è vero per ogni tipo di azione nel mondo.
La destrutturizzazione dell'abitudine permette di accorgersi dello stato ipnotico in cui siamo "costretti"e dei meccanismi inconsci del pensiero ,che spesso si mettono davanti il proprio Io, davanti la propria Vera Volontà, accecando e creando meccanismi contorti in cui ci amalgamiamo fino a regalare la nostra esistenza ad una realtà appannata ,fatta di bagliori di Luce captati per caso e ben presto dimenticati!

L'importante è mettere tra parentesi ogni aspetto della vita che noi diamo per consolidato e rimanere recettivi alla meraviglia, che comunque si manifesta nel momento stesso in cui ci sentiamo vivi.
Inoltre è importante anche l'atto, ovvero un'azione concreta, che influisca sulla realtà un atto magico per non rimanere ancorati soltanto al pensiero astratto.

L'atto psicomagico o poetico o teatrale permette di manifestare energie normalmente represse o latenti in noi.
L'atto non cosciente ( negativo) conduce al vandalismo della propria Anima, alla violenza. L'Atto deve essere “positivo”, “occorre cavalcarlo” non essere cavalcato, deve cercare sempre la costruzione in modo che possa espandersi il proprio Amore.

Bibliografia
A.Boal
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