14.9.13

INTERVISTA AL GENERALE DEI GESUITI SULLA QUESTIONE SIRIANA: "Un attacco militare mette in dubbio il patrimonio cristiano degli Stati Uniti "

Mercoledi 04 settembre 2013 Il Generale Superiore dei gesuiti Adolfo Nicolás ha rilasciato sul sito ufficiale un'intervista in cui per via del tutto "stra-ordinaria" espone i suoi dubbi e commenti circa la questione Siriana e di un attacco militare da parte degli U.S.A.

Ha affermato per esempio un attacco militare degli Stati Uniti in Siria sarebbe un "abuso di potere" che dovrebbe essere "condannato e respinto".

Gesuita p.Adolfo Nicolás, che guida circa 18.000 membri dell'ordine che conta tra le sue fila Papa Francesco, aggiunge la sua voce ad un coro di prelati cattolici di tutto il mondo, criticando aspramente l'attacco
"Con tutto il rispetto per il popolo degli Stati Uniti, penso che un intervento militare come quello in programma è di per sé un abuso di potere", afferma Nicolás nell'intervista. "Gli Stati Uniti devono smettere di agire e di reagire come il ragazzone del quartiere del mondo (bullo).
Ciò porta inevitabilmente ad abusi, molestie e mobbing dei membri più deboli della comunità."

 
In molti si chiedono circa la natura di queste esternazioni.
Specie visto la rarità dei suoi commenti socio-politici, almeno pubblicamente.
Perchè il Silenzio sulla Libia, l' Iraq e su "tutto il resto".
Alcuni continuano ad urlare alla propaganda di facciata. Lo scopriremo solo vivendo.


Adolfo Nicolás, uno spagnolo nativo la cui figura è descritta come il "papa nero" per via del suo ruolo come Generale Superiore ed a causa della sua influenza in tutto il mondo, ha anche aggiunto che:
"Un attacco militare metterebbe in dubbio l'autenticità del patrimonio cristiano degli Stati Uniti ".

"Trovo estremamente sconvolgente che un paese che si considera, almeno nominalmente, cristiano, non poteva immaginare altri modi di agire oltre quello militare, invece di contribuire a riportare l'umanità alla legge della giungla. "
I commenti di Padre Nicolas sono stati pubblicati mercoledì qui, nella newsletter online circolata dalla sede dell'Ordine a Roma, come parte di un breve intervista con il sacerdote.

Questa pubblicazione esce proprio durante i lavori del Congresso americano che sta ricevendo il briefing e aggiornamenti da parte dell'amministrazione Obama, che sta a sua volta cercando l'approvazione per un attacco militare contro il presidente siriano Bashar al-Assad.

Il Segretario di Stato John Kerry, un cattolico,ha il compito di informare la Camera dei Rappresentanti della
Kerry e Assad a cena insieme con le mogli
Commissione Affari Esteri sulla questione di "mercoledì pomeriggio."


Kerry sosteneva e informava l'intelligence USA che aveva le prove "al di là di ogni ragionevole dubbio" che il governo di Assad aveva perpetrato il 21 agosto un attacco di armi chimiche contro le forze ribelli nel paese.


Kerry, un 1976 laureato alla Boston College Law School (Università Gesuita), è uno dei circa 53 membri del Congresso che si sono laureati nelle istituzioni gesuite di istruzione superiore.
E' anche
un massone del 33° grado ed uno Skull & Bones Cavaliere Pontificio di Eulogia.





Prima di criticare la proposta di attacco degli Stati Uniti in Siria, Nicolás dice che di solito non fa commenti su situazioni politiche, ma che:
"nel caso di specie si tratta di una situazione umanitaria che supera tutti i limiti che normalmente mi tengono in silenzio."
Devo confessare che non riesco a capire chi ha dato gli Stati Uniti o la Francia il diritto di agire nei confronti di un paese in un modo che sicuramente aumentare le sofferenze dei cittadini di quel paese, che, tra l'altro, hanno già sofferto oltre misura. La violenza e l'azione violenta, come ciò che è in corso di progettazione, devono essere sempre l'ultima risorsa e gestiti in modo tale che solo i colpevoli sono colpiti. Nel caso di un Paese questo è evidentemente impossibile da controllare e, quindi, mi sembra del tutto ingiustificata.

Nicolás aggiunge anche che sta facendo i suoi commenti perché rispetta gli Stati Uniti e ha paura  che stiano facendo un "terribile errore".
"Non ho alcun pregiudizio per quanto riguarda questo grande paese e ho un paio di gesuiti americani che lavorano con me, i cui pareri e servizi apprezzo molto altamente. Io non ho mai intrattenuto alcun sentimento negativo nei confronti degli Stati Uniti, un Paese che ammiro per molti titoli, tra cui l'impegno, la spiritualità e il pensiero. Quello che mi disturba di più è che ora proprio questo paese io rispetto tanto è sul punto di fare un simile errore terribile. E qualcosa di simile vale per la Francia. Un paese che è stato un vero leader in Esprit, l'intelligenza, e che ha fatto enormi contributi alla civiltà e cultura è ora tentati di riportarci alla barbarie, in aperta contraddizione di ciò che la Francia è stata un simbolo di per molte generazioni passate: Che due di questi Paesi sarebbero venuti insieme per un tale provvedimento scandaloso è parte della rabbia del mondo. Non abbiamo paura di un attacco; abbiamo paura della barbarie che piomberanno"
Quando gli viene chiesto come mai parla adesso. Il Generale Superiore risponde cosi:
Perché il pericolo è ora. Perché il Santo Padre ha adottato una misura che è straordinaria per indicare l'urgenza del momento. Per indicare che il 7 di settembre è un giorno di digiuno per il bene della pace. Ricordate che a un certo punto nel Vangelo, quando i discepoli di Gesù non potevano liberare un giovane di uno spirito maligno, Gesù disse loro: "Questa specie di spiriti non possono essere guidate via se non con la preghiera e il digiuno".

Fonte:
Newsletter dal sito ufficiale:
http://www.sjweb.info/news/index.cfm?LangTop=1&Publang=4&Tab=2
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