5.1.14

Fabio Ghioni: «Lo scandalo Nsa? Una farsa pazzesca»


«Lo scandalo Nsa? Una farsa pazzesca»

«È tutto un cinema, è la scoperta dell’acqua calda…». Se lo dice lui che se ne intende, c’è da crederci. Per Fabio Ghioni, ex capo del «Tiger Team» coinvolto nel caso Telecom-Sismi e, come si definisce lui stesso, «esperto di tecnologie non convenzionali», il «NsaGate» è una farsa. «È surreale che Snowden sia ancora vivo e rilasci interviste», osserva.

 

Perché surreale?
«Per la violazione dei segreti di Stato anche in Italia il codice militare prevede la pena di morte, sebbene non venga applicata. Ma negli Usa c’è, e lui continua a parlare come se nulla fosse…».

Ma Snowden è «ospite» di Putin in Russia, che non sembra abbia intenzione di consegnarlo a Obama…
«Parlavo della situazione irreale, non dell’aspetto legale».

Cosa c’è dietro l’«affare» Nsa, allora, qual è lo scopo di Snowden?
«Sembra che lui sia uno che sta facendo il suo lavoro nell’ambito di una lotta di potere tra le agenzie, Nsa, Cia e Fbi. Sono conflitti che, in piccolo, esistono anche in Italia fra polizia, carabinieri e guardia di finanza».

In questo caso chi ne trae vantaggio?
«Il cui prodest è piuttosto chiaro. Ci guadagna la Cia. La mia, naturalmente, è solo un’ipotesi, che sto facendo mentre mangio una focaccia».

Buon appetito! Quindi l’obiettivo sarebbe indebolire l’Nsa e favorire la Cia?
«Grazie! Vede, tutte le agenzie sono al corrente degli scheletri negli armadi delle altre. Ma li tirano fuori quando gli fa comodo. Un caso nostrano: che a Berlusconi piacessero le donne lo sapevano tutti da vent’anni, non era una novità…».

Sembra che la Merkel fosse sotto controllo Nsa dal 2002. Non è uno scandalo che gli Usa spiassero i principali leader europei, italiani compresi?
«Che scandalo! Gli Usa spiano i leader della Ue! Ma andiamo! Noi siamo un protettorato americano, abbiano diciotto basi sul nostro territorio, piccole città-Stato come Aviano, che da sola potrebbe far partire una guerra nucleare».

Perciò non si è stupito della notizia?
«No. E non si sono meravigliati, secondo me, neanche i nostri servizi segreti. Per quanto riguarda la Merkel e gli altri, è una recita al cento per cento. Ci farei una scommessa milionaria. Stesso discorso per Wikileaks…».

Cioè?
«Gli Usa stessi hanno fatto sapere che le informazioni erano state trafugate da un loro server, avvalorando così la loro autenticità. E, anche in quest’occasione, il portavoce di Wikileaks Assange ha rilasciato tranquillamente interviste».

Che fare per non essere spiati?
«Si dice che vengono utilizzati cavi sottomarini. Quindi non si può fare niente. O non si comunica. O ci si lascia spiare».

Ma il rischio è anche per noi semplici cittadini?
«No. Riguarda chi ha informazioni aziendali, politiche e commerciali importanti. Un top manager che è responsabile o conosce bene i dettagli di una gara per la fornitura di navi o il politico X o Y che deve decidere l’acquisto degli F35, per fare due esempi. Il cittadino normale può stare tranquillo».

Che differenza c’è fra intercettazioni di comunicazioni e i tabulati?
«Enorme. Lei pensi che ogni 30 secondi solo gli operatori Tim producono 80 milioni di sms, che corrispondono a 80 milioni di strisciate sui tabulati. In un giorno sono miliardi. Come si fa a mantenere in memoria settanta miliardi di intercettazioni? E quanto personale ci vorrebbe per ascoltarle?».

Ma i tabulati che utilità hanno, se non so che cosa si dicono due persone?
«Servono eccome! Una delle cose che consentono è la creazione dell’impronta digitale telefonica».

E che cos’è?
«Posso individuare una persona che vuole restare anonima scoprendo i dieci numeri più frequenti che chiama».

Altri modi di utilizzarli?
«Verificare se un direttore commerciale di un’azienda in relazione con un collega americano è anche in contatto con un’azienda cinese. Insomma, servono a trovare le persone, a determinare le relazioni fra le persone e a sapere in che luogo si trovano in base alla cella del telefono impegnata. E poi un criminale non dirà mai al telefono “andiamo ad uccidere tizio”. Ma dirà “prendiamoci un caffè”».

Quindi?
«Il contatto è fondamentale. Il contenuto è niente».
Maurizio Gallo

FONTE: http://www.fabioghioni.net


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