30.7.14

Note sul Teatro del Voodoo - di Phil Hine

Il Teatro del Voodoo era il titolo di un gruppo creato per sperimentare l'integrazione di differenti approcci e idee prese dalla psicologia, dalla performance art, dalla terapia e dalla magia. L'idea dietro il gruppo era quella di creare uno "spazio" nel quale i partecipanti potessero abbandonare i loro quotidiani "se stessi", e invocare "l'altro". Riunendo le idee e le esperienza dei membri negli ambiti e nei campi sopraccennati, si è sperato in qualcosa di più grande di quello a cui era arrivato ciascuno di essi.

Questo articolo era stato originalmente pubblicato nell'edizione Chaos International del 1999 di Prime Chaos ma omessa nell'edizione New Falcon Publications del 1999 - Tradotto da Guido Vicino




Teatro Rituale


Il rituale magico come forma di performance teatrale è un utile mezzo per approcciarsi a queste possibilità. Nella società moderna, il teatro è divenuto una mera forma di intrattenimento, mentre la sua funzione terapeutica è stata largamente istituzionalizzata in forme di terapia, e i suoi aspetti magici sono stati dirottati all'interno di ambiti sotterranei. Gli esperimenti del Teatro del Voodoo hanno dovuto più ai lavori di Alfred Jarre o Antonin Artaud che ad Aleister Crowley o alla Golden Dawn.

Artaud, nel suo famoso saggio "Il Teatro e il suo Doppio", scrive riguardo ad un "linguaggio fisico" del teatro, il quale è indipendente dalla parola(e quindi, dalla mente conscia), e che mira al provocamento di reazioni inconsce del pubblico, esprimendo sentimenti non descrivibili con le parole. Un tale "linguaggio" include la danza, i gesti, la mimica, i costumi, le luci e gli accessori di scena.

Artaud scrive che bisogna prestare attenzione verso questi elementi se il linguaggio non è efficace. Questo linguaggio è lo stesso linguaggio che viene utilizzato per la costruzione dell'"atmosfera" in un rituale magico.


PAROLA PRIMITIVA

Uno dei primi esperimenti del gruppo nell'esplorazione del proprio linguaggio fisico è stato quello di rimuovere la parola dal rituale, per vedere come questo mettesse in evidenza le altre forme di comunicazione. Come esercizi preliminari, il gruppo era solito utilizzare esercizi che mirassero al rimpiazzamento del linguaggio coerente con suoni animali, come il farfugliare e il grugnire. Quando questo viene fatto, l'inflessione, il tono, e il modello dei suoni per trasportare un messaggio diventano gli elementi portanti principali del significato. Rimuovendo i suoni totalmente si fornisce più informazione sui gesti e sulla capacità di comunicare del corpo. Tentando di bloccare l'ordinamento dei pensieri e dei sentimenti dentro un linguaggio, la comunicazione diventa più sottile.

Il linguaggio fisico che Artaud scrisse escludeva la mente conscia e mirava al raggiungimento interno della Mente Profonda, portandoci un passo più vicino al caos.


LA MESSA DI ?

Le immagini più terrificanti sono quelle che non a cui non si può dare nome o non possono essere viste chiaramente. Esse sono le paure intangibili e gli incubi che incombono nei sogni, ai limiti della conoscenza. Vi siete mai svegliati da un incubo, impauriti ma incapaci di ricordare il perché? Lo scrittore H.P. Lovecraft ha provato a ricreare tale atmosfera nelle sue storie, con esseri che erano terrificanti a causa del fatto che non potevano mai essere chiaramente visti. Dando un nome a qualcosa, noi cerchiamo di privarlo di potere, di renderlo conoscibile.

Il rituale iniziava con una meditazione di gruppo su un nastro di sottofondo consistente in gong immersi nell'acqua, campanelli e fischi stridenti, che quasi, ma non abbastanza, si annullavano nel ritmo. Uno per uno, il gruppo iniziava lentamente, una danza stilizzata, ciascuna persona momentaneamente si congelava in atteggiamenti di timore od orrore, e poi continuava ad avanzare. Alcuni membri del gruppo erano mascherati, altri truccati. Il tema doveva ricreare e destare, attraverso le singole azioni, un incubo di gruppo, con ciascun partecipante che tentava di comunicare la sensazione di un qualche incombente orrore senza forma ai limiti della conoscenza. La danza continuava sotto luci intermittenti seguenti modelli casuali, fino al momento in cui un singolo, che stava rumorosamente iper ventilando in un angolo, con gli occhi fissi su "qualcosa fuori di qui", improvvisamente veniva posseduto da quello che più tardi fu chiamato un "Dio Occulto". Egli iniziava a pronunciare parole inarticolate e ad agitare le sue braccia nell'aria, a quel punto la consapevolezza drammatica nella stanza aumentava rapidamente. La danza procedeva intorno al Dio farneticante fino a che il relativo ospite non sprofondava esausto, e il rito continuava, con gli altri membri del gruppo travolti dalla possessione.

Quest'entità non sono come le ben stabilite divinità della civilizzazione, ma sono atavismi del primo strato della Mente Profonda, che balbettavano e che non potevano usare correttamente i corpi che "prendevano". La "Messa di ?" è servita immediatamente a celare e rivelare, mostrare e mascherare il senso di caos primordiale che si trova oltre ai confini del conosciuto.

Bisogna ricordare che questo esperimento, come gli altri descritti in questa sezione, era messo in pratica solo dopo che il gruppo era passato attraverso una considerevole preparazione. Era il culmine di una lunga serie di eventi ed esercizi di gruppo, e non qualcosa che era stato inserito casualmente.


Spazi Vuoti?

Una grande parte delle tecniche magiche sono relative all'esplorazione dei proprio "spazi interiori", attraverso la visualizzazione, l'induzione di trance, e la predizione, per esempio. Ma che cosa si sa dello spazio intorno a noi? Il nostro senso dello spazio personale è importante in termini di come noi interagiamo con le altre persone, e risulta utile sviluppare tutti i nostri sensi il più pienamente possibile. In accordo con la leggenda, gli sciamani e gli altri stregoni erano molto difficili da sorprendere, in quanto essi erano consci di cosa accadeva nel loro ambiente.

La nostra percezione "normale" dello Spazio è quella di "Vuoto" e del fatto che noi siamo separati dagli altri, e dagli oggetti. La quantità di Spazio Personale che noi sentiamo confortabile riflette come noi possiamo sentirci all'interno di situazioni differenti. Maggiormente una persona è ansiosa, maggiormente essa assumerà una postura corporale ricordante la posizione fetale.

Il Teatro del Voodoo utilizzava giochi ed esercizi per "saltare" oltre la presa percettiva in cui sperimentiamo lo spazio.
Alcune di queste tecniche inducevano una percezione che allargava, piuttosto che limitare, la consapevolezza dei dintorni.


CAMMINI CIECHI

Questo esercizio può essere praticato individualmente ma è meglio compiuto in coppia. Un gruppo si divide in coppie e un membro l'altro, bendato, attorno ad un area delimitata. La chiusura degli occhi automaticamente aumenta i feedback sensoriali provenienti dagli altri organi. Dopo che ciascuno aveva provato un po' in questa maniera, l'esercizio veniva modificato: ai membri bendati veniva chiesto di visualizzare un aura intorno ai loro corpi, simile ad una bolla o ad una rete, in modo da percepire gli ostacoli prima che avvenisse il contatto fisico.


MEDITAZIONE FLUTTUANTE

Questo esercizio coinvolge l'immaginare lo spazio come un flusso, un mezzo liquido attraverso il quale noi ci muoviamo. Ogni movimento induce lo spazio intorno noi a fluire ed incresparsi. Reagisce alle spinte, e può essere momentaneamente modellato dalle mani. Noi siamo immersi nello spazio come un pesce è immerso nell'acqua, e noi possiamo utilizzarlo come un aggiuntivo organo di senso. Quest'idea è utilizzata per esempio nel Tai Chi, dove uno è incoraggiato a muoversi come attraverso l'acqua, e a diventare conscio dello spazio tra le braccia e le gambe.

Noi siamo particolarmente sensibili, per esempio, ai punti ciechi dietro alle nostre schiene, e molte persone, specialmente le donne, possono sentire che cosa sta accadendo dietro di loro, uno strumento di sopravvivenza che è rimasto in uso dalle foreste alla giungla urbana.


Dirottamento magico

Il dirottamento magico è inerente all'oscuramento dei ruoli. Maghi malfamati, sia nel mito che nella storia, avevano un lato truffaldino o clownesco all'interno dei loro caratteri. Aleister Crowley per esempio, è ben conosciuto per il suo amore per le truffe, i gli scherzi pratici e gli alter ego.

Il Folle Saggio è una figura che si trova in diverse culture e sistemi: il Matto dei Tarocchi, il Dio-ragno Africano Anansi, e il truffatore norvegese, dio Loki. Il mago, come il folle, deride e minaccia insieme l'istituzione. Malgrado le loro pose e giochi, i folli sacri avevano spesso un alto status all'interno della loro comunità.

L'agire del folle deve essere ingannevole. Una volta che siete ritenuti matti, c'è molto di cui voi possiate liberarvi. Questa è una lezione che molti maghi hanno apprezzato. E' spesso meglio essere allontanato come un eccentrico e deriso come tale, che essere preso seriamente e imprigionato e torturato.

Don Juan, lo sciamano(di fantasia) Yaqui reso famoso attraverso gli scritti di Carlos Castaneda, diceva che per diventare un brujo(un mago) uno deve prima abbandonare tutti gli amici e la famiglia, per andare in un posto dove nessuno conosce il tuo passato, dove tu puoi coltivare la "maschera" del brujo (ossia la personalità magica).

La coltivazione dello status, e il travestimento dello stesso è un importante argomento per i maghi, specialmente per quelli che lavorano in o con dei gruppi. Più status sociale la gente ti attribuirà, più facilmente sarà introdurre stati di trance negli altri, o compiere atti di guarigione o altri magie simili. Un capo gruppo che sta interpretando lo "status più elevato" può permettere agli altri membri del gruppo di "lasciarsi andare" durante un rituale intensivo, dato che si fidano della capacità dei leader di non perdere di mano la situazione. Si nota che l'interpretare lo status più alto in un gruppo è un ruolo che può essere adottato e messo da parte quando la situazione lo richiede. Il desiderio che ci venga riconosciuto permanentemente da tutti i seguaci uno status alto ha spesso portato i maghi alla creazione di qualsiasi tipo esasperato di titolo e grado, un comportamento umano che è spesso distruttivo per tutte le parti coinvolte e noioso da guardare. Tutti comunque, di volta in volta interpretano dei giochi sociali con qualcun'altro, e i giochi seguenti possono mostrare le differenze tra i ruoli sociali che interpretiamo.


GURU E DISCEPOLI

Per questo esercizio, una persona interpreta il ruolo di un guru, e le altre persone diventano i discepoli del guru, implorandolo di rispondere a proposito delle domande sulla vita, sull'universo e sul tutto. Il Guru espone ai discepoli che rimangono senza fiato ad ogni parola. Non conta molto quello che si dice, ma come lo si dice.

Sfortunatamente in questo caso sembra che la stragrande maggior parte delle persone sono alla ricerca di un qualche tipo di guru. In maniera proporzionale, ci sono quelli che prontamente vorrebbero diventare guru per i benefici acquisiti su di noi. Mentre alcuni maghi esperti sono coinvolti nel passaggio d'informazione e nell'aiutare gli altri, ci sono anche quelli che sono motivati interamente dal guadagno finanziario, dal potere sugli altri, dallo sfruttamento sessuale o solo dal sentirsi importanti. Per quelli che inseguono i Guru, è consigliabile discriminare prima di aprire la mente, il portafoglio o le gambe. Sarebbe prudente, invece che accettare un insegnante per il suo valore esteriore, chiedergli in primo luogo perché si sta atteggiando a tale.

Spesso, si prende un impressionante sistema di simboli, esoterico o quasi scientifico, per aumentare lo stato sociale di una persona agli occhi degli altri. Ci sono molti casi di medicine di "frangia", che hanno avuto successo largamente sui clienti a causa della capacità di fargli credere in esse. Quando le diverse tecniche vengono smascherate, il tasso di "cura" crolla drammaticalmente. Molte delle guarigioni magiche riguardando il "truffare" una persona attraverso l'indiscutibile fede nel "potere" del mago.


Il Teatro del Voodoo era il titolo di un gruppo creato per sperimentare l'integrazione di differenti approcci e idee prese dalla psicologia, dalla performance art, dalla terapia e dalla magia. L'idea dietro il gruppo era quella di creare uno "spazio" nel quale i partecipanti potessero abbandonare i loro quotidiani "se stessi", e invocare "l'altro". Riunendo le idee e le esperienza dei membri negli ambiti e nei campi sopraccennati, si è sperato in qualcosa di più grande di quello a cui era arrivato ciascuno di essi.

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