
Traduzione di un articolo apparso su bibleorigins.net a cura di Felice Laforgia.
I Vitelli d'Oro assemblati da Re Geroboamo a Dan e Betel
erano immagini di Yahweh-Elohim, anche chiamato "EL" nella Bibbia
Ebraica.
Nell'Età del Ferro a Samaria fu trovato un coccio
con inscritto 'egel-yah', "toro-vitello Yah", il che suggerisce che Yahweh
era adorato dagli Israeliani come un Vitello d'Oro.
Gli studiosi hanno notato che EL, il supremo dio del pantheon Cananeo, e
padre di tutti gli dei e dee, viene spesso indicato come "Toro" o
"Toro-EL" in varie composizioni religiose trovate nella Tarda Età del
Bronzo a Ugurit, moderna Ras Shamras, nella litoranea nord della Siria.
Israele ha preservato tradizioni che avevano i suoi antenati della Siria
settentrionale (Haran), così come Dio della Siria settentrionale, egli
potrebbe essere stato raffigurato originariamente nei tempi della tarda
Età di Bronzo in una forma "bovina".
Anche di interesse è che altre tradizioni hanno onorato Yahweh-Elohim di Israele nel Sinai del sud al Monte Horeb/Sinai.
Il testo biblico fa una sorprendente dichiarazione sul Vitello d'Oro,
che è apparentemente identificato con Yahweh da Aaronne, che proclama
dopo averlo plasmato, che all'indomani o il giorno seguente, è un giorno
di festa in onere del Vitello!La sorpresa?
Egli dichiara che
l'indomani è un giorno di festa per "IL SIGNORE", che in Ebraico è reso
"YAHWEH" (Esodo 32:5)
Altri versetti biblici in linguaggio
metaforico parlano di Israele portata in salvo attraverso il deserto del
Sinai dal loro Dio, che viene paragonato a un "potente Bue cornuto"
(Numeri 24:8).
In realtà, la parola Inglese "LORD/SIGNORE" a volte in
Ebraico è "EL", che nelle antichi iscrizioni alfabetiche Proto-Sinaitica
è reso da due segni pittografici, la testa di un BUE dalle lunga corna
(elpeh, Alph) e un ricurvo lungo bastone pastorale, chiamato Ox
goad/pungolo per buoi (lamd).
Il Dio Ebraico che conduce Israele
attraverso il Sinai meridionale ha il suo stesso nome, "EL" conservato
sui fianchi delle montagne in Proto-Sinatico come un Bue dalle lunga
corna. Quindi, anche se non esiste nessuna statua del Dio nel Sinai del
sud, abbiamo un "immagine" di lui come una creatura "Bovino" nel suo
stesso nome, "EL"!
A caravansari nel Negev meridionale della II
metà dell'Età del Ferro, sono stati trovati dei graffiti disegnati su
una giara (pithos) frantumata di "Yahweh di Samaria" il cui 'braccio'
curvo è intrecciato con la "Sua Asherah/Astarte". Ciò che è sorprendente
è che Yahweh e la sua Asherah sembrano possedere caratteristiche
"bovine" secondo alcuni studiosi (altri sostengono che le
caratteristiche non sono bovine). Ho il sospetto che le caratteristiche
sono "bovine".
Altri studiosi hanno suggerito che il Dio
Ebraico, Yahweh-Elohim si è evoluto nel corso del tempo, assorbendo gli
epiteti, talenti e personalità di dei e dee precedenti (vedere i lavori
del Professore Frank Moore Cross e Mark S. Smith), una posizione che
condivido.
Ho capito che la Storia Primaria, Genesi dei Re, è
stata scritta nel 560 a.C. nell'Esilio, ma azzardo che ha conservato le
tradizioni che risalgono ai tempi dell'Età del Tardo Bronzo e forse
anche prima, ai tempi di Hyksos.
Mentre agli Ebrei non era
permesso fare un'immagine di Yahweh al culto, in quanto questo è stato
condannato al Monte Sinai nei 10 Comandamenti o Decalogo, loro potevano
"descrivere" metaforicamente il loro Dio usando il linguaggio figurato
che hanno applicato a dei e dee dei loro contemporanei. E' dalle
rappresentazioni iconografiche dei loro contemporanei che possiamo
trarre insieme le varie immagini di Yahweh.
Le seguenti
illustrazioni mostrano varie divinità con caratteristiche "bovine". In
tutto l'Antico Medio Oriente, era consuetudine parlare degli dei in
linguaggio metaforico come "forti tori" e le dee femminili come "mucche
selvagge". Perchè? La forza del toro selvaggio era molto ammirata e i
re e i principi dell'Antico Medio Oriente hanno voluto attribuire questa
forza alle loro divinità, re e principi.
Ho capito che Yahweh è
un'amalgama di dei e dee precedenti, EL, Baal, Reshep, Seth, Faraone,
Horus, En-Ki, Ea, En-Lil, Marduk ecc.
Le seguenti Illustrazioni mostrano dei e dee in "forma bovina"
I sigilli Fenici sottostanti sono dell'Era Persiana Post-Esilica
Un dio con la testa di toro (Baal? Reshep? Faraone?) che indossa la
corona bianca del Faraone con la nappa, percuote un nemico Asiatico.
I Fenici, Siriani, e Cananei, passarono sotto la dominazione Egizia del
Nuovo Regno Egiziano, 1560 - 1200 a.C. La loro arte si sviluppò in una
forma sincretica, che a volte, nella quale loro mostravano i loro dei
nativi e dee con l'oggettistica regale Egiziana (corone, dischi solari
alati, scarabei volanti).

Questa tradizione iconografica si estese in
queste aree fino al periodo Ellenistico. Israele nei tempi della 2° metà
dell'Età del Ferro adottò anche forme Fenicie simili. Alla fine dei
miti dell'Età del Bronzo, Baal era un dio della guerra e dio-tempesta,
il tuono era il suo "muggito-voce di toro." Gli Egiziani lo assimilarono
con il loro dio, Seth, ed egli è anche apparso assimilato a Reshep, il
dio Siriano della guerra e della piaga. Nella Bibbia, Reshep accompagna
il Dio Ebraico nel Sinai come divinità minore.

Dio dalla testa di Toro, alza una mano in benedizione (blessing), e
tiene un bastone nell'altra. Dinanzi a lui c'è
un basamento di incenso,
con il fumo che sale da una sfera d'incenso. Il trono sul quale egli
siede mi sembra che abbia una coda di toro.
Una Dea con le corna di toro e faccia umana, alza una mano in
benedizione. Nell'altra ha un bastone. La sua corona può essere la
bianca corona Egiziana con un nappo. Siede su un trono di Sfine alata.
Tali troni appaiono in forme d'arte Fenicia dai tempi dell'Età del
Ferro. Alcuni studiosi suggeriscono che il "trono-Cherubino" di Yahweh
in cima all'Arca dell'Alleanza fu modellato dopo simili troni
Fenicio-Cananei della Tarda Era del Bronzo e del Ferro. Nei miti Cananei
della Tarda Età del Bronzo, Baal il dio tempesta avrebbe assunto la
forma di un toro e si sarebbe accoppiato con sua sorella Anat, che
assume la forma di vacca, il loro figli sarebbe un vitello. A volte,
Anat è mostrata con un casco avente corna di toro, brandendo le armi di
un guerriero (essendo ella una dea della guerra).

Dio dalla testa di toro su un trono di Sfinge alata (inteso da alcuni
studiosi come un trono Cherubino), con la mano alzata in benedizione, e
il bastone nell'altra. L'incenso brucia davanti a lui. Egli indossa la
Bianca corona del Faraone con un drappo, un pò come la corona indossata
dal dio Reshep della Tarda Era del Bronzo (Dio della guerra Siriano, il
cui nome può significare "bruciare" come nella febbre, un dio della
piaga).
Kuntillet`Ajrud, Sinai Caravansarai, ca. prima metà del 8° secolo a.C.
Disegno di
Yahweh di Samaria e la sua Asherah (Astarte) su un coccio di
ceramica (Pithos A) L'iscrizione in Ebraico recita "Così dice...Dite a
Yehalle[lel], Yo'asa e...Vi benedico (con la presente-o: hanno benedetto
voi) a/davanti Yahweh di Samaria e la sua asherah." Si noti la parte di
cavallo imbrigliato alla sinistra dei personaggi (pp. 225-6, "Baal, EL,
Yahweh, e la 'Sua Asherah', "Othmar Keel & Christoph Uehlinger.
Dei, Dee, e Immagini di Dio nell'Antica Israele. Minneapolis. Fortress
Press. 1998).
Baal-Adad, dio della Nube-Tempesta, nubi di tempesta essendo chiamate
"Vitelli di Adad" (Yahweh si manifesta al Monte Sinai come una tempesta
di nubi, poco dopo fu creato un "Vitello d'Oro"). Da una stele trovata a
Betsaida, Samaria. Notate la "piena vista frontale" reminescenza di
"Yahweh di Samaria e la sua Asherah" scovata a Kuntillet'Ajrud. Questo
forse è il prototipo genetico dietro la rappresentazione di Kuntillet?
Baal-Hadad si trasformò in un Toro per accoppiarsi con la sua
sorella-amante, Anat che si era trasformata in una Vacca.

Un coccio
trovato in Samaria incideva egeliah, "toro-vitello di yah" suggerisce
che Israele comprese il vitello e che lo associò con il culto di Yah o
Yahweh, non certo un dio Egizio come il Toro Apis. Poichè Yahweh fu
anche chiamato Baal (cf. Osea 2:16), forse Yah/Yahweh, come Baal,
potrebbe assumere la forma di toro o di vitello-toro (La ricerca di Anat
per il suo amante morto, Baal raffigurata come "una vacca che cerca il
suo vitello" suggerisce che Baal nella morte potrebbe essere paragonato
ad un vitello? In alte parole, suggerisco che il Vitello d'Oro era
Yah/Yahweh e lui era un tipo di Baal, ed aveva assimilato gli aspetti di
vitello-toro di Baal (p.55 figura 1.28, Ephraim Stern. Archaeology of
the Land of the Bible, The Assyrian, Babylonian, and Persian Periods,
732-332 BCE. New York. Doubleday. 2001).
Una delle parole Ebraiche per "Dio" è EL. Qui di seguito c'è la parola
EL in forma pittografica Proto-Sinatica. La lettera E (In Ebraico:
eleph) è il disegno della testa di un bue dalla lunga corna; la lettera L
(Ebraico lambdeh) in Proto-Sinatico è un pungolo di bue a destra della
testa di bue. A sinistra della testa di toro c'è un'iscrizione Egizia
del Faraone Amenemhat III (circa (ca. 1929-1895 a.C., 12th Dinastia).
Questo fenomeno ha portato Sir Alan H. Gardiner a suggerire che le
iscrizioni Proto-Sinatiche erano del periodo di tempo di Amenemhet III
(cf. foto a p. 142. Raphael Giveon. The Stones of Sinai Speak. Tokyo.
Gakuseisha. 1978). Quindi, il nome di Dio (EL) appare nel Sinai
meridionale dove Israele è compresa di averlo adorato.
Nu 24:8 RSV,
"Dio [EL] lo porta fuori dall'Egitto, egli ha per così dire le corna del bufalo..."
 |
Gruppo di statuette
di bronzo in
Argento platinato
(Tarda Era del
Bronzo) |
. La statuina al centro sembra possedere il muso o la testa di un
torno cornuto o vitello con un corpo umano. SE UN TORO, è questo
Baal-Adad o il TORO-EL, quelli che lo fiancheggiano sono forse sacerdoti
o presenti divinità minori?
(p.185, fig. 603-604, da Ras
Schamra, ancient Ugarit. H. Th. Bossert. AltSyrien Kunst und Handwerk
In Cypern, Syrien, Palastina, Transjordanien und Arabien Von den
Anfangen bis zum Volligen Aufgehen in der Griechisch-Romischen Kultur.
Verlag Ernst Wasmuth. Tubingen. 1951)
Un giovane Baal Adad (?) con l'elmo cornuto, in piedi, scagliando una
saetta mancante (?), e seduto su un trono. Baal-Adad era un dio della
nube-Tempesta, che ha preso la forma di un Toro per accoppiarsi con sua
sorella Anat come una Vacca. Ella da alla luce un vitello-toro. Le nubi
di tempesta furono chiamate "Vitelli di Adad," Al Sinai Dio si manifesta
come una nube-Tempesta, subito dopo, Isreale fa un Vitello d'Oro,
dichiarandolo come "il dio" che li ha portati fuori dall'Egitto.
Nota: Dever identifica queste figure come El (Toro-El, padre di
Baal-Adad), ma i testi Ugaritici menzionano Anat minacciando di colpire
la capozza di El, e il sangue coprirà la sua "BARBA GRIGIA". Ho così
capito che questo giovane e BARBUTO dio, è Baal. Dopo la morte di Baal,
Anat "lo cercò come una Vacca cerca il suo vitello", suggerendo forse
che Baal avrebbe potuto assumere la forma di un vitello-toro in una
resurrezione dopo la morte come nube-Tempesta. (p.131, William G. Dever.
Recent Archaeological Discoveries and Biblical Research. Seattle &
London. University of Washington Press. 1990)
Yahweh-Elohim come il "Vitello d'Oro" (il Sole nascente all'alba, onorato dagli Egizi):
Sotto, la barca-Sole/bark con Horus seduto con la testa di falco, e il
disco solare. Davanti a lui c'è una stella, un vitello di toro, e due
alberi di sicomoro (platani).
(cf. Vol.12, p.36, figura 22. Louis
Herbert Gray. The Mythology of All Races, Egyptian and Indo-Chinese.
Boston. Marshall Jones Company. 1918)
Secondo i Testi delle Piramidi dell'Antico Regno, il Faraone era
chiamato "IL VITELLO D'ORO" e una Stella che cavalca la scorza solare o
barca che porta ogni giorno il Sole attraverso i cieli. Forse gli albori
di Yahweh sull'alba di Paran, Sinai ed Edom nella Bibbia lo ricordano
come un Vitello d'Oro?
In alcuni miti Egizi il Sole sorgeva
ogni giorno da due alberi di sicomoro (Hathor era identificata come un
albero di Sicomoro) di Turchese a Eliopoli (la Biblica On). Il sole era
legato al vitello-toro come sorgeva all'alba, essendo nato da
Hathor, la
dea-vacca (e dea delle miniere di Turchese del Sinai) che personificava
il cielo dando alla luce il sole. Il sole a volte appare nell'arte
Egizia con le ali di Horus il falco che è stato assimilato al sole. Il
sole era spesso dipinto traghettato da una corteccia solare o barca
attraverso il Nilo celeste.
Potrebbero le ingiunzioni bibliche
contro il culto del Vitello e l'impiantazione di un albero di asherah
(Astarte) vicino all'altare di Yahweh, essere un indizio che nella Tarda
Età del Bronzo, i Cananei assimilarono le credenze solari degli Egizi e
i motivi per il culto dell'alto dio Cananeo, EL e più tardi Yahweh?
Nella scena in basso abbiamo l'adorazione del sole nascente tra due
alberi di sicomoro, che è anche rappresentato come un vitello-toro
bianco tra gli alberi. Nei miti Egizi da
Eliopoli (Greco: "Città del
Sole"), biblico ON, il sole si diceva sorgesse ogni giorno tra due
alberi di sicomoro, Altre miti raffigurano il sole come se nascesse ogni
giorno come un
TORO-VITELLO, da sua madre, la "Vacca Celeste", che
personificava il Cielo, chiamato sia Nut o in altri miti, HATHOR, che
era anche rappresentata come un Albero di Sicomoro (in alcuni miti, il
sole nasce come un Albero, in altri come un enorme fiore di Loto). In
altri miti ancora, una Vacca era impregnata da un fascio di luce dal
sole, e nasceva un toro-vitello bianco che diventava il sacro Toro Apis.
Ho il sospetto che il sole nascente tra gli alberi e il Vitello-Toro
bianco, sono allusioni al sole come il Vitello che nasce ogni giorno da
Hathor/Nut.
"Lo stesso sicomoro era un
albero di particolare significato mitico. Secondo il Capitolo 109 del
Libro dei Morti, gemelli 'Sicomori di Turchese' si credeva che stessero
all'esterno del cancello del cielo da dove il dio sole Re emergeva ogni
giorno, e questi due stessi alberi a volte appaiono nei dipinti tombali
del Nuovo Regno con un giovane vitello toro che spuntava tra loro come
un simbolo del sole. Mentre l'albero cosmico potrebbe quindi assumere un
aspetto maschile come una forma del dio solare Re-Herakhty, il Sicomoro
era particolarmente considerato come una manifestazione delle dee Nut,
Iside e Hathor-che ha ricevuto l'epiteto "Signora del Sicomoro".
(p.117,
"Tree." Richard H. Wilkinson. Reading Egyptian Art, A Hieroglyphic
Guide to Ancient Egyptian Painting and Sculpture. London. Thames &
Hudson. 1992) Wilkinson:
Hathor/Nut a volte non era ritratta nei miti solo
come il cielo che da la vita al Sole, ma anche in pitture tombali come
un albero di Sicomoro, che fornisce cibo e da bere nell'Aldilà dei
Giusti Morti. Quindi il Sole nascente e il Vitello-Toro associati con
l'albero di Sicomoro in questo murale potrebbero alludere ad Hathor che
da la vita al sole nascente e al vitello-toro. Hathor era anche la "Dea
del Turchese" ed era onorata con santuari presso le Miniere di Rame nel
Sinai. (i campi minerari di Serabit el Khadim e Timna dall'Arabah).
(cf. p.28, Tomb of Arinefer, Thebes, 20th Dynasty. Robert Boulanger.
Egyptian and Near Eastern Painting. New York. Funk & Wagnalls. 1965
[Note: Wilkinson dates this mural to the 19th Dynasty, cf. p.116,
Reading Egyptian Art)
Dio Toro Siriano e Cananeo:
Qui abbiamo un Toro di Bronzo ricoperto in Lamina d'Oro, da un Tempio
Fenicio di Biblo, Fenicia. Il Toro fu associato con gli dei Siriani El,
chiamato Toro-EL, e Baal, chiamato anche Baal-Hadad. Nubi temporalesche
che hanno portato pioggia, bagliore e tuono, erano chiamati "VITELLI di
Hadad". La manifestazione di Yahweh Elohim al Monte Sinai fu come un
Temporale, poco dopo Aronne fa un Vitello d'Oro per farlo adorare a
Israele.
(cf. per la foto, p. 80. Reader's Digest. The Great People of the Bible and How They Lived. Pleasantville, New York. 1974).
Sotto, un vitello-toro di Bronzo placcato in Argento, da Ashkelon, Canaan.
Le fonti letterarie rivelano che il toro e il vitello erano attributi
di El e Baal, il capo degli dei del pantheon Ugaritico (p.59 "Periodi
Calcolitico e Cananei." Irene Lewitt, et al Editors. The Israel Museum,
Jerusalem. New York. The Vendome Press. 1995).
Nota: Ashkelon
NON ERA una città Filistea ca. 2000-1500 a.C. I Filistei giunsero nel
ca. 1174 a.C. e distrussero Ashkelon (poi ricostruita), espropriando i
nativi Cananei dalle loro terre. Ho sostenuto che il Vitello d'Oro non è
un fenomeno Egizio così tanto come un dio Cananeo, che sia in forma di
Baal-Hadad e Yahweh (in Ebraico: Egel-yah, "toro-vitello Yah"). Yahweh
secondo Osea 2:16 era anche chiamato Baal-Hadad. Ho il sospetto, insieme
ad altri studiosi, che Yahweh ha assorbito gli epiteti e le
caratteristiche delle divinità Cananee il Toro EL e Baal-Hadad. Erigendo
un Vitello d'Oro nei templi di Yahweh a Dan e Betel, Geroboamo stava
semplicemente onorando Yahweh come Egeliah, "il toro-vitello iah" (come
in Ezechia).
Illustrazione di Genesi 1-9 (Dalla Creazione al Diluvio)
Prototipo di Yahweh-Elohim, il dio Sumero Enki o Ea.
Il Dio della Genesi, Yahweh-Elohim, è in una certa
misura, una riformattazione e trasformazione del dio Sumero chiamato
Enki, "Signore della Terra", più tardi chiamato dai Babilonesi Ea, "Casa
dell'Acqua".
Enki/Ea condivide diversi attributi con Yahweh-Elohim:
1) Entrambi sono accreditati con la creazione dell'uomo.
2) Entrambi fanno l'uomo nudo e lo lasciano in quello stato per un indeterminato periodo di tempo.
3) Entrambi piazzano l'uomo nel loro giardino di alberi da frutto per tendere ad esso e coltivarlo.
4) Entrambi creano l'uomo in luoghi i cui nomi sono simili nel suono,
Enki fa l'uomo nella città di Eridu, nella pianura alluvionale di Edin,
Yahweh nell'Eden.
5) Entrambi avvertono un uomo pio di un Diluvio
che distruggerà l'umanità, dicendo a questo individuo di salvare se
stesso, la famiglia e gli animali, costruendo una barca.
6) Entrambi causano che un'unica lingua dell'umanità viene trasformata in una babele di lingue.
7) Entrambi negano l'immortalità dell'uomo.
Entrambi negano la conoscenza dell'uomo del giusto e sbagliato ("bene e male").
8) Entrambi forniscono l'uomo con il pane da mangiare.
"Enki parlando alla dea Ninmah:
"Di colui che la tua mano ha modellato, ho decretato il destino,
Gli hanno dato pane da mangiare;
Decreta tu il destino di colui che ha modellato la mia mano,
Dagli tu pane da mangiare."
p. 71. "The Creation of Man." Samuel Noah Kramer. Sumerian Mythology, A
Study of Spiritual and Literary Achievement in the Third Millennium B.
C. Philadelphia. University of Pennsylvania Press. 1944, 1961, 1972)
Aronne, ha dichiarato al Monte Sinai, dopo aver fatto il Vitello d'Oro,
che l'indomani sarebbe stata una festa del Signore, che in Ebraico è
reso Yahweh, NON "il Signore", suggerendo che è associato con il vitello
(Esodo 32:4-6). Negli inni Mesopotamici, il dio Enki si dichiara il
primogenito di un Bue selvatico, il dio supremo, An o Anu. Questo mi
suggerisce che Enki può essere immaginato a volte come un toro-vitello
nel suo essere il "primogenito" di An o il bue selvatico. Le forme
d'arte Mesopotamiche mostrano Enki che indossa una corona composta di
diversi strati di corna di toro impilati uno sopra l'altro. Su un
sigillo poggia il suo piede sul dorso di un toro sdraiato. Enki anche in
alcuni inni, si dichiara un possente toro. Quindi, al punto che Enki
era paragonato a un toro-vitello d'oro e a un toro, e condivide una
serie di attributi con Yahweh-Elohim della Genesi, credo che
l'associazione di Aronne del Vitello d'Oro con Yahweh è probabilmente
corretta.
Enki, magnifica se stesso
"Io sono il vero
seme generato dal GRANDE BUFALO, il figlio maggiore di An..." (p. 94.
"Enki and the World Order." Samuel Noah Kramer. History Begins At Sumer:
Twenty-seven "Firsts" in Man's Recorded History. Garden City, New York.
Doubleday Anchor Books. 1959 reprint of 1956 History Begins at Sumer by
The Falcon's Wing Press)
Kramer poi nel 1989 ritradusse il versetto qui sopra:
"Signore che cammina nobilmente su cielo e terra, autosufficiente,
padre Enki, generato da UN TORO,
apprezzato da Enlil, il Grande Kur,
Amato da An."
(p. 39. "Enki and Inanna: The Organization of the Earth and Its
Cultural Processes." Samuel Noah Kramer & John Maier. Myths of
Enki,The Crafty God. New York. Oxford University Press. 1989)
La seguente spiegazione di
Kramer, di come gli antichi Sumeri hanno
cercato di spiegare la creazione del mondo e dell'uomo, per me, applica
altrettanto bene la fantasiosa spiegazione della Genesi della creazione
della terra e dell'uomo:
"...l'uomo pensante moderno di solito è
pronto ad ammettere il carattere relativo delle sue conclusioni ed è
scettico di tutte le risposte assolute. Non era così il pensatore
Sumero; era convinto che i suoi pensieri in materia erano assolutamente
corretti e che sapeva esattamente come l'universo fu creato e gestito."
(p. 82. "Man's First Cosmogony and Cosmology." Samuel Noah Kramer.
History Begins At Sumer: Twenty-seven "Firsts" in Man's Recorded
History. Garden City, New York. Doubleday Anchor Books. 1959 reprint of
1956 History Begins at Sumer by The Falcon's Wing Press)
I
mitografi erano scribi e poeti la cui preoccupazione principale era la
glorificazione ed esaltazione degli dei e delle loro
azioni...
L'obbiettivo dei creatori di miti era quello di comporre un
poema narrativo che spiegherebbe uno o l'altra di queste nozioni e
pratiche in un modo che possa attraente, ispirante e divertente. Essi
non erano interessati a prove e argomenti diretti per l'intelletto. Il
loro interesse principale era raccontare una storia che piacesse alle
emozioni. I loro principali strumenti letterari, pertanto, non erano la
logica e la ragione, ma l'immaginazione e la fantasia. Nel raccontare la
loro storia, questi poeti non hanno esitato a inventarsi motivazioni e
incidenti modellati dall'azione umana che non potevano avere alcun
fondamento nel pensiero ragionevole e speculativo. Ne hanno esitato ad
adottare motivi leggendari e folklorisitici che non avevano nulla a che
fare con la deduzione e la razionale indagine cosmologica. Il maturo e
riflessivo pensatore Sumero ha avuto la capacità mentale di pensare
logicamente e coerentemente su tutti i problemi, compresi quelli in
questione con l'origine e il funzionamento dell'universo. Il suo
ostacolo era la mancanza di dati scientifici a sua disposizione.
Inoltre, egli mancava di tali strumenti intellettuali fondamentali come
la definizione e la generalizzazione, e praticamente non aveva nessuna
comprensione nei processi di crescita e di sviluppo, dal momento che il
principio di evoluzione, che sembra così ovvio adesso, gli era del tutto
sconosciuto.
(pp. 80-81. "Man's first Cosmogony and
Cosmology." Samuel Noah Kramer. History Begins At Sumer: Twenty-seven
"Firsts" in Man's Recorded History. Garden City, New York. Doubleday
Anchor Books. 1959 reprint of 1956 History Begins at Sumer by The
Falcon's Wing Press)
Qui di seguito, un'impronta cilindrica
del mare che mostra Enki seduto su un trono. Un re si avvicina per
chiedere, a nome del suo popolo, acque dolci per irrigare i giardini
della Bassa Mesopotamia. Enki come dio delle acque dolci, gli presenta
una pentola con un flusso di acque e pesci. Ai piedi di Enki c'è un
capra-pesce, uno dei suoi simboli. Enki nei miti viveva sotto terra,
nel baratro chiamato Abzu o Apsu e li diffondeva attraverso sorgenti e
fontane, acque dolci per i fiumi, i quali a loro volta erano accessibili
attraverso i canali e le reti di irrigazione per il "giardino degli
dei" mantenuto dall'uomo per conto degli dei, nei pressi di città
Sumere. Enki si era fatto uomo per tendere e dissodare i giardini degli
dei, incluso il proprio giardino a Eridu nella pianura alluvionale di
edin. Enki indossa una corona a strati di corna di toro. Dietro di lui, i
leoni a guardia dei suoi portali o porte della sua mitica dimora Apsu
nella città di Eridu.
(per la foto. cf. p.123. "The Enthroned Enki." Samuel Noah Kramer &
John Maier. Myths of Enki,The Crafty God. New York. Oxford University
Press. 1989)
Sotto, un altro cilindro marino che mostra Enki
con due flussi che sgorgano dalle sue spalle (simboleggiano forse il
Tigri e l'Eufrate?) Negli Inni è accreditato come se riempisse questi
fiumi con il suo sperma che è raffigurato come acqua cristallina; l'inno
lo paragona a questo atto come un rampante toro e il Tigri e l'Eufrate
come vacche selvatiche desiderose di essere impregnate da lui. Altri dei
sono Utu il dio sole che sorge dalla montagna dell'est con la sua
spada-sega e la dea Inanna lo saluta. Il dio a due facce è Isimud, visir
di Enki. Il dio con l'arco e le frecce potrebbe essere Ninurta. Notare
il toro sotto il piede sollevato di Enki.
(cf. p. 122. "The Cylinder of Adda." Samuel Noah Kramer & John
Maier. Myths of Enki,The Crafty God. New York. Oxford University Press.
1989)
I popoli dell'Antico Medio Oriente (Mesopotamia, Siria,
Fenicia, Canaan, Egitto) ammiravano molto la forza e la potenza dei
possenti tori selvaggi e quindi nel linguaggio metaforico paragonavano i
loro dei e dee a questi animali. Loro hanno anche paragonato i loro re,
regine, principi e principesse a questi animali allo stesso modo. Da
qui la ragione per tutti gli dei del sigillo sopra, indicati con corone e
caschi costituiti da più strati di corna taurine. La dea Inanna, il cui
nome significa "Regina del Cielo" era collegata alla "vacca selvaggia"
(che è stata associata con la stella Venere e chiamata la "fiaccola
ardente" del cielo) il sole, chiamato Utu o Shamash (BAAL), è stato a
volte paragonato a un vitello-toro, così la luna, chiamata Nanna o Sin.
Fonte articolo originale:
http://www.bibleorigins.net/YahwehsBovineFormsimages.html
Traduzione a cura di Felice Laforgia