Anche una medaglia - non richiesta, ma concessa per meriti dallo Stato - che dovrebbe testimoniare lo spirito di sacrificio profuso dai vigili del fuoco in una catastrofe da 309 vittime, delle dimensioni del terremoto di L’Aquila.
È possibile?
La risposta è sì: 130 euro - da pagare a una ditta privata individuata dalla Protezione Civile - per la medaglia e 210 se si vuole anche una speciale pergamena, la spilletta e altri gadget. Il “kit della vergogna”, l’ha ribattezzato qualcuno. E ti verrà detto DA CHI comprare. Da un'azienda " accreditata ".
Massimiliano B. , dell’Usb, Unione sindacale di base di Livorno, che come tanti pompieri labronici, nei giorni scorsi ha ricevuto un attestato di benemerenza (gratis, almeno quello) per il servizio svolto a L’Aquila, con allegata una lettera che spiega come fare a comprare a 130 euro la ormai famigerata medaglia.
«Siamo circa duecento e tutti siamo stati a L’Aquila - dice Berti - ma nessuno di noi l’ha comprata. A che serve?». Uomini di sostanza i vigili del fuoco.
Nella preghiera di Santa Barbara, i pompieri si definiscono “votati alla rinuncia”. «Sì, ma non a farci prendere per i fondelli - commenta Antonio Jiritano, del coordinamento nazionale dei vigili del fuoco e rappresentante dell’Usb - Noi abbiamo dato battaglia su questo punto. Prima le medaglie erano gratuite, ma da L’Aquila in poi è cambiato tutto. La cosa assurda è che io quei soldi non li devo dare allo Stato, ma a una ditta privata.
E la lettera ricevuta - conclude - non è timbrata dal mio ministero, quello degli Interni, ma dalla Protezione Civile...».
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