25.5.14

Vulcano Marsili, in parlamento Il M5S si interroga sulla sua natura esplosiva e sulle trivellazioni

Perforazione Vulcano Marsili, fonte olambientalistaAlcuni deputati del movimento cinque stelle hanno presentato un’interrogazione al ministro della tutela del territorio del mare, sulla pericolosità del vulcano Marsili Il vulcano Marsili, il più esteso d’Europa, con la sua superficie di 1650 chilometri quadrati che si eleva per 3000 metri dal fondo del mare, si trova a 450 metri sotto il Tirreno.
Pericolo per le trivellazioni!


Attraverso uno studio chiamato “ First documented deep submarine explosive eruptions at the Marsili Seamount (Tyrrhenian Sea, Italy): A case of historical volcanism in the Mediterranean Sea”,  condotto da Gianluca Iezzi, Carlo Caso, Guido Ventura, Mattia Vallefuoco, Andrea Cavallo, Harald Behrens, Silvio Mollo, Diego Paltrinieri, Patrizio Signanini, Francesco Vetere, eseguito nel 2013, si è confermata la natura esplosiva del più grande vulcano del Mediterraneo e dell’Europa.

Lo studio è stato legato alla ricerca eseguita nel 2010 dal CNR con la nave oceanografica Urania, dove è stata notata una accentuata instabilità con un elevato rischio di crolli pericolosi.

Una parte molto grande del Marsili, risulta costituita da rocce di bassa densità, indebolite da fenomeni di alterazione idrotermale, che potrebbero provocare collassi di grandi dimensioni. L’ 8 aprile 2014 è stato pubblicato un articolo nel quale un gruppo di ambientalisti hanno denunciato la loro preoccupazione per le trivellazioni geotermiche che potranno interessare il vulcano sottomarino Marsili.

Perforazione Vulcano Marsili, fonte olambientalista


Nonostante tutti questi pericoli, la Eurobuilding, società di Servigliano (Ascoli Piceno), è in attesa di ottenere dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare parere positivo di VIA (Valutazione d’impatto ambientale) per la perforazione del pozzo esplorativo Marsili 1.

Un progetto che prevede entro il 2015, la realizzazione di quattro piattaforme estrattive dalla produzione di 1000 megawatt  di energia geotermica sfruttando il vulcanismo dell’area. La Ola, organizzazione lucana ambientalista, fa notare che nel progetto della Eurobuilding, si fa riferimento a “Sismicità Indotta”  ed il progetto è valutato come banco di prova per l’impatto ambientale provocato dallo sfruttamento del campo geotermico del Marsili.
Sull’argomento è intervenuto anche il professor Benedetto De Vivo, dell’università Federico II di Napoli, il quale ha dichiarato :” le conseguenze sarebbero devastanti, senza escludere il pericolo tsunami”.

I deputati del Movimento hanno quindo esposto al ministro se è a conoscenza di tutti questi rischi e con quali metodi viene valutata la “sismicità indotta”.

Per saperne di più:
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/trivelle-sul-vulcano-marsili-in-fondo.html
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