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WiTricity - Dai Progetti di Tesla, ecco l'elettricità "WiFi"

WiFiTricity non è un progetto modernissimo. Siamo già nel 2006 quando uscirono le prime e più imprortanti notizie sulla trasmissione di energia senza fili. Che risultato hanno dato gli esperimenti ? Implicazioni sulla salute e progressi ?

Il nome WiTricity è composto da "wireless electricity" ovvero "elettricità senza fili".


E' un termine coniato inizialmente da Dave Gerding nel 2005 ed usato dal gruppo di ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) guidato dal prof. Marin Soljačić nel 2007, per descrivere l'abilità di fornire energia elettrica ad oggetti distanti senza l'utilizzo di fili.

WiTricity si basa su una forte connessione tra oggetti in risonanza elettromagnetica, tale da trasferire energia elettrica senza fili.
Il sistema è composto da trasmittenti e riceventi contenenti antenne a spirale magnetica appositamente sintonizzate sulla stessa frequenza. Siccome la WiTricity opera all'interno di un campo elettromognetico "vicino", il dispositivo ricevente deve trovarsi ad una distanza media di pochi metri dal trasmittente. Il sistema usa frequenze relativamente basse (pochi MHz). Nel loro primo esperimento, il gruppo ha anche simulato dei risonatori dielettrici alla frequenza di GHz.

Diversamente dai sistemi di trasferimento energetico senza fili nel "campo lontano" basati sulla connessione nel campo elettrico, costruiti da Nikola Tesla alla fine del 19° secolo, la WiTricity utilizza la connessione indotta nel campo "vicino" attraverso campi magnetici, i quali interagiscono molto più debolmente con gli oggetti circostanti, inclusi i tessuti biologici.

Il concetto della WiTricity è fondamentalmente identico alla connessione magnetica nel campo "vicino" dei risonatori Tesla coil sebbene la WiTricity utilizzi livelli di energia decisamente inferiori e più sicuri, e potrebbe essere in grado di rientrare nelle regole di sicurezza FCC e EMC.

Le tecnologie del campo vicino rilasciano energia dal trasmittente quando il ricevente è vicino, ma con le tecniche del "Campo lontano" la sorgente trasmette sempre energia in tutte le direzioni anche se non c'è alcun ricevente. I ricercatori pensano che la mancanza di un precedente sviluppo di questa tecnologia, visto che le leggi fisiche necessarie si conoscoono da moltissimo tempo, sia dovuta principalmente alla mancanza di motivazione: ora i "consumatori" hanno invece tantissimi dispositivi elettronici portatili che hanno costante necessità di ricaricare le batterie!

I ricercatori del MIT, con il loro ultimo esperimento, hanno dimostrato con successo la possibilità di dare energia ad una lampada da 60 Watt a partire da una sorgente distante 2 metri (7 ft) con una efficienza pari circa al 40%. Hanno usato due bobine di rame appositamente caricate di 60 cm di diametro, orientate lungo lo stesso asse, e disposte in modo tale da risuonare insieme a 10 MHz. Una era connessa induttivamente ad una sorgente energetica, l'altra alla lampadina. Il dispositivo ha acceso la lampadina, anche quando la diretta linea visiva del campo è stata interrotta tramite un pannello di legno. Aristeidis Karalis sostiene che "la normale induzione magnetica non risonante sarebbe stata almeno un milione di volte meno efficiente di questo particolare sistema".


I ricercatori pensano di poter miniaturizzare il dispositivo da renderlo appetibile per usi commerciali nel giro di 3-5 anni. [ Siamo oggi nel 2014 ndr ] Sono sicuri inoltre che le densità di energia irradiate possono essere portate al di sotto della soglia delle regole di sicurezza FCC.

Roy V

Fonte:
http://www.progettomeg.it/witricity.htm

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